Videogiochi usati salvi, gli analisti escludono battaglia

di Redazione Commenta

I videogiochi usati saranno venduti ancora a lungo. L’ultima parola, che sembra essere quella finale, in merito a questa battaglia che va avanti da mesi la mette Michael Pachter, analista di Wedbush Securities, il quale ha spiegato, dall’alto della sua esperienza, che effettuare una battaglia tra i produttori della Sony, Microsoft e Nintendo ai videogiochi usati sarebbe controproducente e finirebbe con il danneggiare tutti.

Non è davvero nell’interesse di Sony o Microsoft bloccare i giochi usati poiché la manovra apporterebbe sicuramente qualche beneficio ad aziende come Activision o Electronic Arts, ma colpirebbe duramente negozi come Gamestop. Nel caso in cui Sony dovesse poi decidere di muoversi da sola in questa direzione, Gamestop potrebbe probabilmente arrivare a rifiutare la nuova console sui suoi scaffali, e le vendite ne sarebbero duramente compromesse.

Bella porta in faccia a quei detrattori che affermavano che la PlayStation 4 avesse un sistema che, tramite codici, poteva ostacolare i videogiochi usati, o chi affermava che la Xbox 720 non leggesse nemmeno i giochi di seconda mano.

Nessuno dei tre è così stupido da muoversi da solo, o abbastanza malvagio da farlo insieme agli altri due. Perché se una sola azienda si muove e le altre no, quella che lo ha fatto vedrà la sua quota di mercato ridursi rapidamente.

Il motivo lo spiega altrettanto bene David Cole, di DFC Intelligence. Il concetto è semplice: ora i videogiocatori portano ai rivenditori il loro usato per avere uno sconto sui giochi nuovi. Il motivo è che spesso questi giocatori non hanno abbastanza soldi per comprare i giochi nuovi al costo iniziale (spesso sopra i 60 euro), dunque tutti questi verrebbero tagliati fuori e le vendite crollerebbero. Secondo Lewis Ward, analista di IDC, la soluzione saranno i videogiochi digitali, i quali non raggiungerebbero nemmeno i rivenditori e dunque, costando di meno, verrebbero venduti ad un prezzo più basso, impedendo al contempo la compravendita dell’usato. Questa è la strategia preferita da tutti, ma secondo Ward finché non verrà attuata, non ha senso pensare nemmeno di ostacolare il mercato dei giochi usati.

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