FIFA 13 miglior gioco per disabili

di Redazione Commenta

In questi giorni stiamo vedendo premi su premi per il mondo videoludico. A volte ce ne sono troppi, spesso doppioni, ma oggi ci piace rivelarne uno non molto noto ma che fa onore a chi lo riceve. Stiamo parlando del premio come miglior videogioco per disabili assegnato dal sito ablegamers.com. Secondo i suoi redattori, il 2012 è stato un anno positivo per l’accessibilità al gioco. Le principali case produttrici hanno adattato molti dei loro giochi per i disabili, e così il migliore dell’anno è stato FIFA 13.

Il premio, assegnato attraverso una votazione della comunità di disabili che segue il sito e della redazione stessa, ha ristretto le nominations a 6 titoli, dai quali è emerso che il gioco della EA Sports è risultato il più apprezzato. Il principale motivo è che è il primo gioco sportivo realizzato in maniera tale da essere accessibile ai disabili. La sua principale caratteristica è che si può giocare tranquillamente anche manovrando esclusivamente il mouse. La situazione ideale per i giocatori affetti da distrofia muscolare, paralisi cerebrale, sclerosi multipla o altre malattie che lasciano funzionante soltanto un arto.

Positiva anche la scelta di personalizzare fortemente quasi tutto, ad esempio modificando i colori, aumentando il contrasto dello schermo, menu intuitivi e spunti visivi più semplici. Ma la caratteristica che ha convinto maggiormente è il fatto che manipolando l’IA del gioco e le impostazioni del PC, i giocatori disabili sono in grado di adattare il gioco alle loro esigenze. Ad esempio il gioco può essere rallentato, in modo da venire incontro ha chi ha difficoltà motorie, ma le caratteristiche personalizzabili sono davvero molteplici.

Nella top 5 compaiono anche XCOM: Enemy Unknown che è arrivato quasi a parimerito con FIFA 13, Colour Bind, il migliore tra i giochi Indie, ma anche Call of Duty Black Ops 2 e Dishonored che secondo i redattori della rivista hanno fatto un grosso sforzo per venire incontro ai giocatori disabili, ed anche se da questo punto di vista non sono ancora perfetti, le case sviluppatrici sono sulla buona strada.

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