Crisi Sony, chiude Sony Liverpool

di Redazione Commenta

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La ricorderete indubbiamente sopratutto per i suoi prodotti di qualità, alcuni dei quali sfornati quando portava ancora il nome di PsygnosisSony Liverpool è purtroppo arrivata al capolinea, con il colosso giapponese dell’elettronica che ha deciso di chiudere il suo distaccamento inglese per riorganizzare le risorse umane e monetarie lungo l’Europa.

La compagnia, nata già negli anni Ottanta, è divenuta particolarmente nota nell’epoca PlayStation, quando venne acquistata da Sony nel 1993, e si distinse da subito con la produzione di Wipeout, Destruction Derby e dell’apprezzatissimo F1 ’97, che riscosse particolare successo nella sua gen e ancora oggi sopravvive nell’immaginario degli utenti più longevi.

Tutti videogame che hanno fatto la storia dell’industria, ma che non hanno fatto tornare Sony sui suoi passi. La compagnia, infatti, ha diffuso un comunicato: “per conto di Sony Computer Entertainment Worldwide Studios, eseguiamo regolarmente delle verifiche per assicurarci che le risorse a nostra disposizione siano utili alla creazione di progetti di alta qualità e di grande innovazione. Nel corso di questo progetto, abbiamo revisionato i nostri studio europei” recita l’incipit del comunicato.

“Abbiamo pertanto deciso che lo Studio Liverpool debba essere chiuso. Esso è stato una parte importante di SCE sin dall’epoca dell’originale PlayStation, e con i suoi prodotti ha valorizzato il marchio in tutti questi anni. Chiunque abbia avuto delle connessioni con questo team, in passato o presente, può davvero esserne orgoglioso. Ciò detto, riteniamo che concentrare i nostri investimenti su altri team che stanno lavorando ad altri progetti, ci consenta di metterci nella miglior posizione possibile per offrire grandi prodotti ai nostri consumatori.”


Una decisione che – svela Eurogamer – non è stata piegata neanche dal fatto che il team fosse già al lavoro su due titoli di lancio per l’attesa PlayStation 4 (nome ancora non ufficiale), uno dei quali era un nuovo Wipeout definito “drammaticamente diverso dai precedenti”. L’altro titolo, invece, aveva una giocabilità simile a quella della serie Splinter Cell, e faceva utilizzo della tecnologia per il capture facciale che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare in L.A. Noire, del Team Bondi.

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