I n quest gioco per Wii l’ombra sarà la vera protagonista della storia e, con l’aiuto di una fatina conosciuta al risveglio e che rappresenta il puntatore del Wiimote, tenterà di tornare in cima alla torre per potersi ricongiungere con il corpo fisico che l’ha generata.
La struttura di base de La Torre delle Ombre è quindi quella di un action platform con una buona dose di enigmi creati grazie alla particolarità alla base del progetto: l’ombra non è in grado di muoversi nel mondo fisico, correndo quindi su scale, marciapiedi e piattaforme, ma solo nel suo ambiente naturale: altre ombre.
La conformazione dei livelli è quindi duplice: in primo piano sono presenti delle strutture, quelle che normalmente formano gli stage di un platform comune, che grazie al sole proiettano delle ombre sullo sfondo. Proprio su queste ombre potremo correre, saltare e muoverci liberamente, con il vantaggio di poter cadere da altezze di molto superiori alla norma senza riportare danni. Questo dualismo si ritrova perfettamente anche ne La Torre delle Ombre: il protagonista utilizza le zone d’ombra per muoversi, cercando quindi di sfruttarne una sequenza continua in modo da attraversare i livelli.
La torre delle Ombre: Video recensione
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L.A. Noire atteso per la prossima primavera. Ambientato nella Los Angeles del dopoguerra, tanto cara a scrittori come Samuel Dashiell Hammett, Raymond Chandler, James Ellroy, racconta delle investigazioni di un
Gundam:Mobile Suit Gundam è sempre attuale
Mobile Suit Gundam fu ideata da Yoshiyuki Tomino insieme al gruppo creativo della Sunrise che utilizzava lo pseudonimo Hajime Yatate con l’intenzione di presentare una serie robotica molto realistica, incentrata su un tema specifico introdotto da un interrogativo di fondo: perché gli uomini continuano a farsi la guerra?[2] Tra le diverse fonti di ispirazione è indicata anche l’opera dello scrittore di fantascienza americano Robert A. Heinlein Starship Troopers, del 1959: in particolare, l’idea di base del mobile suit deve le sue origini alla powered suit (tuta potenziata nella traduzione italiana del romanzo) o più semplicemente Gunboy (in inglese, gun = pistola, boy = ragazzo), perché il robot del titolo era armato con un fucile ed il target di riferimento del programma erano i ragazzi.
Nei primi stadi della produzione c’erano, quindi, numerosi richiami alla parola inglese freedom (libertà): per esempio la nave madre White Base (Base Bianca) si chiamava in origine Freedom’s Fortress (Fortezza della Libertà), il Core Fighter era il Freedom Wing (Ala della Libertà) ed il Gunperry (l’aereo da trasporto per mobile suit) si chiamava Freedom Cruiser (Incrociatore della Libertà). Il nome tuttavia non fu ritenuto efficace, ed il gruppo Yatate provò allora a combinare la parola “gun” con l’ultima sillaba di “freedom”, per formare la parola “Gun-dom” (ガンドム, “Gun-dom”?), ma a Tomino non piaceva l’effetto della sua trascrizione in katakana e così lo cambiò ancora nel definitivo “Gun-dam” (ガンダム, “Gun-dam”?), spinto anche dal significato che in questo modo il nome acquisiva: un’arma potente abbastanza da trattenere i nemici, come una diga (in inglese “dam”) trattiene le inondazioni.[4] Il gruppo di produzione continuò quindi a sviluppare la trama e l’aspetto dei mezzi e dei personaggi fino al Gundam che conosciamo oggi.[5]
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