Under Night In-Birth, anteprima

di Marco Commenta

Alzi la mano chi ha mai sentito anche solo nominare la serie Tsukihime. Si trattava di una serie di fighting game in stile molto nipponico in cui i protagonisti erano vampiri ed altri mostri simili. Se non avete alzato la mano potete star tranquilli perché non siete gli unici. Questo gioco ebbe un successo risibile tanto da rimanere confinato nel mercato giapponese, ma ha appassionato talmente tanto alcuni sviluppatori da spingerli a realizzare un seguito. Anche se il gioco originale non era nemmeno il loro.

All’inizio degli anni 2000 i French Bread Studios (che non sono francesi bensì giapponesi) realizzarono Melty Blood, che riprendeva quel filone e realizzava una trama appassionante. Per quanto un fighting game possa avere una trama. Ebbe un discreto successo ed uscirono parecchi seguiti. L’ultimo, almeno in ordine di tempo, uscirà nel 2013 e si chiamerà Under Night In-Birth.

Questo titolo si vuole discostare un po’ dal suo antenato ed avviare una saga a se stante, riprendendo però quanto di buono fatto con Melty Blood (i cui tornei si svolgono ancora oggi). La storia è alquanto stravagante. Ci sono dei mostri che si nutrono di esseri umani. Gli umani che li incontrano hanno una chance di salvezza chiamata In-Birth, che in sostanza non è altro che una sfida nell’arena con poteri magici molto in stile anime. La trama però non si ferma qui e man mano che si procede con il gioco si scoprono molti risvolti interessanti, come il fatto che questi mostri sono il prodotto di una società segreta che ha come obiettivo quello di mettere gli umani gli uni contro gli altri. Di certo una novità nel panorama dei videogiochi da combattimento.

Partendo da una trama originale poi si sviluppa un fighting game molto simile a quelli a cui siamo abituati oggi, sulla falsa riga di quelli da sala giochi. Potremo fare affidamento sui quattro tasti che servono per gli attacchi leggeri, medi, pesanti o per usare l’EXS che è una specie di super-potere, sfruttabile quando la classica barra si riempie. Esistono poi diverse varianti che ora non vi staremo a spiegare, ma che scoprirete man mano col gioco. Non manca la fantasia (e gli sviluppatori lo hanno anche dimostrato) per quanto riguarda i personaggi, decisamente originali, e bisogna ammettere che portare una ventata di novità in un videogioco da combattimento è un evento raro. Tekken lo fece ed ora si adagia sugli allori da più di un decennio. Attualmente è uscito soltanto in Giappone, peraltro nelle sale giochi, ma il prossimo anno dovrebbe arrivare anche nel resto del mondo su console.

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